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Che cos'è il lavoro di tipo  accessorio

 

E' una particolare modalità di prestazione lavorativa, inizialmente prevista dalla Legge n. 30 del 2002.
La sua finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni di tipo accessorio, definite appunto ‘accessorie', che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non regolamentate.

Il pagamento avviene attraverso buoni lavoro (voucher).

Sono garantite la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa presso l'INAIL.

Attenzione. Si precisa che lo svolgimento di prestazioni di lavoro accessorio non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell'INPS (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc.), ma è riconosciuto ai fini del diritto alla pensione.
 

Chi può usufruire del lavoro di tipo accessorio

 

Il 'committente' e il 'prestatore'

 

I committenti – cioè coloro che impiegano prestatori di lavoro - possono essere soggetti privati (titolari di aziende, imprese, famiglie, ecc.) 

 

I prestatori che possono accedere al lavoro accessorio  

sono:

 

-   pensionati

sono considerati pensionati i titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio della Comunità Europea;

 

-         studenti nei periodi di vacanza

sono considerati studenti "i giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado" (art. 22, comma 1, lettera f, Legge n. 133 del 6/8/08). I giovani debbono, comunque,  aver compiuto i 16 anni di età e, se minorenni, debbono possedere autorizzazione alla prestazione di lavoro da parte del genitore o di chi esercita la patria potestà.

Per la individuazione dei “periodi di vacanza” si richiama quanto precisato dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali in materia di lavoro intermittente, con la circolare n. 4 del 3 febbraio 2005 secondo cui s’intende:

a) per “vacanze natalizie” il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio;

b) per “vacanze pasquali” il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il lunedì dell'Angelo;

c) per “vacanze estive” i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre;

 

- tutte le altre categorie, compresi  i disoccupati.

 

I lavoratori extracomunitari possono svolgere attività di lavoro di tipo accessorio se in possesso di un permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa, compreso quello per studio, o - nei periodi di disoccupazione – se in possesso di un permesso di soggiorno per “attesa  occupazione”.

 

I lavoratori possono svolgere le attività previste dalla norma, come regolamentate dalle circolari applicative nell’ambito agricolo, nel settore del commercio, turismo e servizi e nel settore domestico.

 

Ø Applicazione ambito agricolo  (Link alla scheda)

 

Ø Applicazione settori commercio, turismo e servizi  (Link alla scheda)

 

 

 

Limiti economici per il prestatore

Per il prestatore l'attività lavorativa di natura accessoria non deve dare luogo a compensi superiori a 5.000 euro da parte di ciascun singolo committente.

 

Limiti economici per il committente

Nel caso di impresa familiare, le prestazioni di lavoro accessorio non possono superare un importo complessivo di 10.000 euro, per anno fiscale.

 

 

Vantaggi

Per il committente

Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto.

 

Per il prestatore

Il prestatore può integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni di tipo accessorio, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato.

E’, inoltre, totalmente cumulabile con i trattamenti pensionistici.